Per il cuore, per la testimonianza della voce, per la memoria che è fondamentale in questa epoca di poca attenzione
www.festivalyoungstation.it  27/10/2015


[…]Sulla testimonianza di Augusto Tognetti si basa l’intero racconto: un mix di dolore vero e rinascita. Sotto i girasoli descrive la guerra come esperienza antropologica, che permette di non perdere di vista il nostro recente passato. Uno spettacolo crudo e insieme delicatissimo, che parla al cuore degli spettatori: a prescindere dalla loro età.
Fabio Di Todaro La Stampa  15/3/2017

[…]Si ride, della guerra. La si trucca di parole e colori, un make-up pesante, vivacissimo, sonoro, per cercare di allontanarla o, forse, perché solo in questo modo possiamo avere la forza di affrontarla. […]Uno spettacolo con performance fisiche dal ritmo forsennato, alla ricerca del poetico e insieme del bestiale. […]I tre attori reggono il ritmo di una recitazione dall’intenso sforzo fisico, sono tutti i personaggi e insieme le  voci e le atmosfere di uno spettacolo in continua trasformazione. […]Noi spettatori sogniamo con Augusto, Carmine e Federico. Man mano che ci addentriamo nella favola i richiami alla realtà bellica sono sempre più dolorosi, disarmonici, stridenti. Una guerra assurda. Come assurdamente onirico è il mondo creato da PuntoTeatroStudio. 
Andrea Piazza www.ilviziodellesistenza.it  15/3/2017

[…]La regia di Isabella Perego riesce a contenere e a condurre una drammaturgia ricca e dirompente in un disegno narrativo che crea un groviglio di emozioni che solo dopo qualche giorno comincia a decantare. [una] favola piena di movimento, l’energia di chi sta disperatamente aggrappato all’ultimo brandello di vita. […] Una guerra raccontata senza apologie in modo quasi sommesso con solide aderenza storiche sebbene incline alla poesia e all’immagine astratta. Da vedere.
Roberto De Marchi www.milanoteatri.it  15/3/2017

[…]La drammaturgia di Davide Del Grosso ripercorre ma non ricalca i fatti realmente accaduti, trasportando i terribili avvenimenti in un mondo onirico lontano dalla morte e dalla disperazione della storia. La voce registrata di Augusto Tognetti fa da controcanto alla drammaturgia scenica, riportando sul palco la vibrante verità della testimonianza diretta. Una favola vera di dolore e rinascita che insegna che la poesia nasce lì dove la vita si confronta con la morte.
Marco Fioravanti www.Milanoreporter.it  1/4/2017

[…]Una scrittura onirica e surreale, leggera, poetica, emozionale e a tratti commovente. […] E’ l’inventività – irruenta – della giovinezza: quella della compagnia (i poco più o poco meno che trentenni), in perfetta risonanza con l’immaginazione ancora più sfrenata (per dovere di sopravvivenza) dei ventenni personaggi della pièce, ben restituiti dalla recitazione appassionata degli attori. […] Uno spettacolo, che, per la sua nota poetica e surreale, per il garbo e la freschezza pur nel trattare  una pagina di storia tanto atroce, quanto cruciale, sembra scritto apposta per un pubblico (anche) di ragazzini. E che non a caso inizia con un bisbiglio: “Nonno? Nonno, raccontami una storia… una favoladi verità e bellezza… di tenerezza… non per farmi addormentare, ma per farmi svegliare”
Francesca Romana Lino www.rumorscena.com 25/4/2017

[…]Il contrasto tra la tenerezza del tono di Tognetti nelle registrazioni e gli orrori che racconta coinvolge completamente il pubblico: la voce del nonno, avvolgente e sognante, trasforma il passato in presente, in virtù del rapporto con la nipotina. Le parole del nonno si sovrappongono a quelle dell’attore (Francesco Errico) che lo interpreta in scena creando un costante cortocircuito tra l’oggi e il domani. L’effetto riesce perfettamente e la narrazione scorre fluida. “Deve essere bello trovare un posto dove stare”, afferma nonno Augusto. È esattamente questa “nostalgia di un posto che sai che è tuo, ma non sai dov’è” il punto di forza dello spettacolo, capace di coniugare il racconto degli orrori della guerra, la sua amarezza, al desiderio di pace e serenità che alberga in ciascuno di noi.  
Veronica Polverelli  www.itfestival.it 10/6/2017

Se non amate la storia fatta di pure date e cronache asettiche, probabilmente avete trovato lo spettacolo che fa al caso vostro. Basato sulla testimonianza diretta di Augusto Tognetti, il nonno della regista Isabella Perego, Sotto i girasoli racconta la vicenda di un soldato ventenne sopravvissuto alla ritirata di Russia e al campo di concentramento di Buchenwald. Una favola a occhi aperti, accompagnata dalle registrazioni originali di Augusto, per scendere negli abissi della paura umana e risalire nella luce della rinascita. Un’occasione emozionante per guardare alla guerra a distanza ravvicinata, con occhi nuovi.
Alessandra Cioccarelli www.itfestival.it 10/6/2017

La Compagnia PuntoTeatroStudio arriva a Roma con lo spettacolo Sotto i girasoli, risultato vincitore della prima edizione del Festival Urgenze tenutosi ad aprile 2017 presso il Teatro Tordinona di Roma. Un premio che sottolinea ulteriormente l’urgenza che muove lo spettacolo della Compagnia PuntoTeatroStudio: l’urgenza di raccontare lo Storia e la storia, l’urgenza di trovare un motivo per sopravvivere all’orrore, l’urgenza di trovare un nuovo linguaggio poetico per raccontare la realtà.
www.Romatoday.it  20/2/2018

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