«In principio era un teatro. Poi un laboratorio. Adesso è un luogo dove spero di poter essere fedele a me stesso. È un luogo dove mi aspetto che ciascuno dei miei compagni possa essere fedele a se stesso. È un luogo dove l’atto, la testimonianza dati da un essere umano saranno concreti e carnali. Dove non si fa non si fanno trucchi. Dove nessuno pensa di dominare il gesto per “esprimere” qualcosa. Dove si vuole essere scoperto, svelato, nudo; vero di corpo e di sangue, con l’intera natura umana, con tutto ciò che potete chiamare a piacere: spirito, anima, psiche, memoria e simili. Ma sempre in modo palpabile. È l’incontro, l’andare uno incontro all’altro, deporre le armi, non avere paura gli uni degli altri, in nulla. Ecco cosa vorrei fosse il teatro laboratorio. E poco importa che lo chiami laboratorio, poco importa che si continui a chiamarlo teatro. Un tale luogo è necessario. Se il teatro non esistesse, si troverebbe un altro pretesto»

Jerzi M. Grotowski

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