LE LORO ESPERIENZE...PTStudents

Andrea Munforte: Frequentare questo corso di teatro per me significa vivere un’esperienza ricca di suggestioni e opportunità di espressione. È sospendere il giudizio su se stessi e sulla realtà per gettarsi, guidati, in esercizi creativi, strani, stimolanti, audaci, conturbanti, difficili e dolci, che portano a una maggiore consapevolezza di se stessi come corpi desideranti. Un’avventura nelle viscere della propria natura, che fa percepire ciò che è esterno in una sorta di stato magmatico, ribollente e plasmabile. Ho trovato pazzesco scoprire come lo spazio di una stanza possa trasformarsi, stravolgendo se stesso sempre, al termine di una lezione, rispetto a come si era presentato all’inizio, e cioè l’interno di un qualsiasi locale. O forse, solo, non sono mai uscito da quella stanza senza essere cambiato, anche in minima parte, ogni volta, e di riflesso invece mi sembrava che fosse cambiato il mondo.

Cecilia Uberti Foppa: Ho incontrato la scuola di teatro PTS quasi per caso quattro anni fa e fin dalla prima lezione di prova (mi ricordo ancora la sensazione provata...) per me è stata davvero una scoperta, la scoperta che fare teatro non vuol dire solo recitare un testo e interpretare un personaggio, ma racchiude molto molto di più: vuol dire partire da sé stessi e prendere coscienza delle proprie fragilità, e capire che proprio quelle ti rendono bella, vuol dire fidarsi, stare in ascolto dell'altro, fare gruppo, esporsi in uno spazio magico dove è bandito qualsiasi giudizio di sorta...ma vuol dire anche gioco, divertimento, vedere con occhi nuovi il vuoto dello spazio circostante che poi così vuoto non è, accorgersi e apprezzare il proprio corpo, quell'incredibile strumento teatrale che tutti possediamo ma che così poco sfruttiamo. Sotto la premurosa guida dei miei maestri Isabella e Andrea da quattro anni sto esplorando accanitamente il mondo così mutevole del teatro, e fra esaltazioni, errori, soddisfazioni, cadute, pianti e gioie loro sono sempre stati al mio fianco, con consigli discreti ma che si sono sempre rivelati giusti e veri, a tratti illuminanti, soprattutto dal lato umano. E se fare teatro vuol dire molto molto di più da ciò che comunemente si pensa, anche questa scuola di teatro e le persone che la compongono significano per me molto molto di più di ciò che riesco a rendere a parole. Provare, per credere! E grazie, di cuore.

Lorenzo Mazzucchelli: Avevo già qualche esperienza teatrale quando ho iniziato, ma Pts è stato una novità completa. Ciò che ti viene insegnato è entrare profondamente nel tuo corpo e nella tua mente, liberandoti da canoni preimpostati, permettendoti di trovare il tuo modo di fare teatro, il tuo essere teatro, la tua vera voce. Bisogna avere voglia di mettersi in gioco e di lasciarsi andare completamente, ma il risultato vale tutta la fatica. I compagni poi, e le lezioni sono un momento di grande comunità e divertimento. Pts è diventato più di uno di quei corsi di teatro a cui avevo partecipato, è diventato un gruppo in cui mi sento ascoltato e accettato in ogni cosa che faccio. Senza dimenticare le correzioni e la guida dei maestri

Tessa Santagostino: e'stata come una boccata d’aria fresca quando non riuscivo a respirare. Ho imparato, ho pianto, ho sbattuto i piedi per terra, mi sono emozionata, mi sono persa e mi sono ritrovata. E staró con loro il più a lungo possibile.

Sofia castelli: Mi chiamo Sofia e ho quasi 23 anni. Ho iniziato a fare teatro da quando avevo 17 anni. È arrivato così, all’improvviso. È entrato nella mia vita e non se n’è andato più. Sono cresciuta tanto da quando ho iniziato, come attrice e come persona, ma c’è da crescere ancora. Non si smette mai di crescere e non si smette mai di imparare. Credo sia questa la cosa che mi piace di più del teatro, il fatto che ogni volta è sempre un nuova scoperta. Ogni volta ti sorprende, come uno schiaffo in piena faccia. E tu rimani a bocca aperta e ti senti così forte e così fragile allo stesso tempo. Non sai mai cosa ti aspetta dopo e cosa aspettarti da te stesso, perché il teatro toglie tutte le tue sicurezze, le getta via e lascia posto solo allo spazio, alle forme, agli oggetti, al buio, alla luce, ai compagni, al pubblico, al respiro. E poi ci sei tu. Tra tutti loro. E sei vuoto, vuoto per essere riempito da ciò che non sai. Il teatro per me è questo. Non sapere. Lanciarsi nel vuoto, rischiare, ma non aver paura perché alla fine non morirai. Alla fine sarà bellissimo.

Caterina Piccione: Perché faccio teatro non lo so. Quale sarebbe una buona ragione? Mi viene da dire soltanto perché lo amo, ma l’amore non è una ragione, non è razionale, e poi l’amore non ha nessuna ragione, non si giustifica - anche se alla fine ha quasi sempre ragione, l’amore, è difficile che sbagli.
Non so perché faccio teatro, ma so perché mi piace farlo qui. In questa sala con le colonne belle che porta sopra il soffitto il peso di sale affrescate piene di libri, e fuori dalle finestre un parco di città. Appena si entra in questa sala, il mondo può cambiare. C’è chi ci crede, chi ci invita a crederci. Che tutto può essere più intenso, più vero, giocando a far finta. Il mio corpo pieno di possibilità, la mia voce autentica, i sentieri del respiro, e gli occhi degli altri - dove, ogni tanto, trovo una fragilità in cui riconoscermi, una potenza che vorrei, un’allegria assoluta. È un cerchio magico, un angolo protetto di mondo dove tornare, ogni settimana, a provare e riprovare. Ecco la mia ragione. Perché siete fatti della stessa sostanza dei sogni. Andrea, Francesco, Isabella. Grazie. 

Karyna Dolzhenko: la prima parola che mi viene da dire è: accoglienza. Il mondo del teatro, personalmente parlando, è stato una ricerca e allo stesso tempo una fuga dalla quotidianità. Sin dalle prime lezioni ho sentito "una mano" sulla spalla che mi indirizzava nel mio percorso teatrale scavando nelle tensioni e generando fiducia nei miei compagni. Un'esperienza unica che consiglio a tutti. Forza Pts Team ❤

Carola Grandi: Quando mi fu chiesto per la prima volta"Per te cos'è il teatro?", cercai dentro di me tutte quelle parole che meglio potessero dare forma alle emozioni scaturite da questa domanda tanto complessa nella sua estrema semplicità. Il percorso con la Compagnia Punto Teatro Studio mi ha aiutato a comprendere come le parole non fossero sufficienti a incanalare quel turbine di energie esplosive che il teatro riesce a risvegliare attraverso il movimento e l'azione. Questa autentica esperienza espressiva ha cambiato per sempre il mio punto di vista sulla realtà: ora tutto mi appare più nitido, struggente ed estremamente affascinante.

Simone Callegari: Trovo PTS una realtà eccezionale. Gli insegnanti sono veri professionisti, eccellenti sul lato umano e come capacità educativa. L'associazione è propositiva, ricca di proposte e ben organizzata. Dopo i due anni di corso mi sento umanamente arricchito, affascinato dal loro modo di fare teatro, e li ringrazio vivamente per la passione che sono stati in grado di trasmettermi.

Vincenzina Mercuri: Questo è il terzo anno che partecipo al corso per adulti. Sono tanti i motivi per cui ho intrapreso questo percorso di crescita personale. Innanzitutto perché nel teatro, a differenza della vita quotidiana, non si finge mai. Villa Viva è uno spazio felice e privilegiato dove ricercare l'autenticità, che è la vera cifra del teatro. Trovo suggestivo il tentativo continuo di "praticare la scomodita' ", ovvero  non appiattirsi mai in un'idea, per quanto giusta possa essere, ma tentare sempre di spiazzarsi e di guardare alle cose da prospettive diverse. Voglio ringraziare i maestri che ci stimolano ad una ricerca continua in cui ascoltare gli impulsi del corpo, sottrarre il giudizio e accogliere i difetti e le insicurezze. Ecco, trovo liberatoria l'idea di partire dalle proprie fragilità per non nasconderle ma "esibirle".

Chiara Amati: Sono entrata al corso giovani del PTS su consiglio di un'amica attrice. Per me è stata un'esperienza molto formativa ma soprattutto personalmente stimolante: ho scoperto emozioni, sensazioni, paure, limiti che non sapevo di avere. Isa e Andre mi hanno guidata e aiutata, ma senza mai vincolare la mia creatività. È un mondo magnifico quello del teatro, reale e condiviso. Il corso mi ha aiutata molto nella mia formazione come cantante/attrice e sono grata agli insegnanti e ai miei compagni di avventure.

Claudia Tura: Il teatro per me è emozionarmi. È vivere davvero quello che sono. È sentire gli altri che camminano di fianco a me. È avere paura prima di espormi e respirare a pieni polmoni dopo averlo fatto. É raccontare una storia, stare, andare oltre e sentirmi viva. Teatro è urlare, brancolare nel buio, è guardare i miei compagni negli occhi e sentirmi accolta. Il teatro è la mia lotta.

Giulia Roveta: "Quando ho incominciato il corso di teatro con PTS ho iniziato un viaggio, o meglio, ho trovato il luogo giusto per riprenderlo. Ho ritrovato quello spazio e quel tempo così preziosi per far parlare la mia persona. Per comunicare agli altri e con gli altri una parte importante di sé, sotto la guida attenta di insegnanti sensibili a cogliere le singole sfumature di ciascuno e di valorizzarle.  Un luogo dove abbandonare ogni maschera, emozionarsi  ed emozionare."

Michele De Castiglione: Pts è una scuola che ti fa sentire parte di qualcosa in cui le logiche del mondo,che ti fanno credere di dover lottare per conquistarti il tuo spazio, vengono meno; perché impari a mettere l’altro al primo posto , e capisci di essere niente rispetto alla relazione e il contatto con lui. il teatro è capace di farti vedere il mondo con occhi che senza giudizio ne colgono la bellezza; è un lavoro serio ,un percorso faticoso ma che ti dà tanto , e se rinunci per paura sappi che basterebbe fermarti nello sguardo dei tuoi compagni per sentirti a casa e diventare coraggioso. PuntoTeatroStudio è una scuola che consiglio sinceramente, capace di farti conoscere un mondo bellissimo.

Caterina Gallerani: Per me fare teatro è fare guerra all'apatia. Nel senso che con il corso l'obiettivo principale non è diventare Steve McQueen, ma imparare a conoscere il proprio corpo e a svilupparne al massimo le capacità, anche in relazione agli altri membri del gruppo. Non è detto che sempre ci si riesca durante le lezioni o che sia una cosa facile, ma è un percorso che chiunque dovrebbe provare almeno una volta nella vita, dall'agente di borsa alla monaca di monastero. Insomma, fare teatro è punk, da provare anche per i più timidi e introversi come me, non sarete delusi!

Agnese Baroni: Punto. Teatro. Studio. Un punto da tracciare, un teatro da esplorare, uno studio da applicare. Una ricerca che comincia dalla mia infanzia e giunge fino a qui. Un tuffo nel blu dipinto di blu, di porpora e di giallo. Fino a questo punto, in questo teatro, in questo studio. “Forse qui posso riscoprire il mio amore per l’arte e la libertà dell’attore che mi piace tanto!” mi dissi, tre anni fa. Decido, così, di iscrivermi al corso per Adulti in Villa Litta. L’incontro prima con Francesco Errico, con Andrea Lietti, Isabella Perego e Francesco Molina ha rimesso in moto il desiderio di realizzare qualcosa di bello per me e per gli altri. Un luogo che ho definito “Casa” imparando ad accoglierlo e a mettermi in gioco. La mia esperienza si scontra anche con la fatica e l’incognita di non sapere da dove si parte e dove
si arriva. Catapultata in una logica dove non c’è inizio ne fine ma un itinerario da esplorare. La regola del gioco è: dire sì, sempre. E sempre spingersi più in là. Nel tempo ho avuto modo di sperimentare il cambiamento e acquisire consapevolezza dei miei limiti e di come affrontarli. Il mio percorso teatrale con PuntoTeatroStudio mi aiuta a guardare il mondo con occhi da bambina. Questa la mia certezza. A questo punto sono ancora disposta a giocare?

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