Regia e drammaturgia: Andrea Lietti
Con: Salvatore Aronica, Francesco Errico, Isabella Perego
Costumi e scenografia: Barbara Bergamaschi

In scena c'è Camillo e il suo studio, come luogo realistico, al contempo rituale, minimale, essenziale. Sullo sfondo un luogo onirico, ideale. Intorno a lui due attori, che da una lato avranno la funzione di incidere la scena come elementi trasognati del poeta, corpi danzanti, parole inespresse, in una tensione che accompagna i momenti creativi, poetici ed emotivi di Camillo; dall'altro riporteranno la realtà nuda e cruda della biografia del poeta rivestendo il ruolo di persone centrali nella vita di Sbarbaro. Al tormento di una poesia esistenziale si affianca la poesia più autobiografica: il legame con la famiglia, l'amore per Dina e lo studio delle piante.

“..mi scorre una fantasia quasi scientifica […] A volte mi perdo nel pensiero che come muschio preferirei esistere. Essere una piccola porzione del mondo, senza sapere di esserlo. A volte vorrei dimenticarmi d’esser uomo e la bellezza della mia forma dorata risplenderebbe aperta, silenziosa, pianissimo...”

Spettacolo finalista al Festival Theatre Awards Rome 2015

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